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Non è stata solo la partita di Trefoloni e dei
rigori fantasma. In questa domenica il Napoli, che ha chiuso il 2007
- l’anno del meritato ritorno in A - al settimo posto, ha riscoperto
la forza della panchina. I tre giocatori schierati da Reja sono
stati decisivi. Hamsik, che nel primo tempo aveva ceduto il posto a
Bogliacino, ha segnato un gol d’artista. Sosa ha offerto un assist
prima allo slovacco e poi all’ex partner Calaiò. E lui, il bomber
triste, ha sfiorato il gol da tre punti, centrando il palo di testa
al 95’. Sono segnali importanti, come quello lanciato mercoledì in
coppa Italia da un altro panchinaro eccellente, Dalla Bona, che ha
fatto un gol alla Lazio e poi non ha esultato perché avvilito dal
ruolo che occupa in questo Napoli. Hamsik è stato un panchinaro di
giornata perché, si sa, il Napoli punta su questo ventenne che ha
notevoli qualità, tanto da essere il grande rimpianto di Mancini e
dell’Inter. Reja, uomo saggio, centellina le energie del ragazzo.
Nel ruolo di attaccante part time si è perfettamente calato Sosa:
gol e assist, il Pampa si rivela prezioso in campo, soprattutto
quando gli avversari erigono barricate, come è accaduto contro il
Torino, e negli spogliatoi, dove distribuisce buoni consigli.
Infine, Calaiò. Otto giorni fa si era aperto un caso perché lui, il
bomber del Napoli che aveva vinto il campionato di C1 e dodici mesi
dopo quello di B, aveva trascorso a Siena una domenica da spettatore
non pagante, osservando dalla panchina i suoi compagni e prendendo
un bel po’ di freddo. Ieri Calaiò è stato schierato da Reja sullo
0-1 e ha sfiorato la rete della vittoria. L’urlo è rimasto nella
gola dei quarantamila, ma il colpo di testa ricarica un attaccante
di qualità tormentato dai dubbi e dalla voglia di cambiare squadra
pur di giocare. Calaiò è stato sfortunato, però a Fuorigrotta si è
riaperta una storia: quel palo dimostra che questo giocatore, primo
investimento di De Laurentiis, c’è. |