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Soddisfatto,
Novellino. Il successo sulla Roma in coppa gli ha restituito un Toro
su di giri. Soprattutto, gli ha restituito un Recoba
straordinariamente in forma. Una sorpresa? «Non per me. Recoba lo
conosco bene e non da ieri». Sarà l’arma in più contro il Napoli
domenica? «Si vedrà. Cert’è, quando sta bene fa la differenza». Chi
di sicuro non sarà sul prato è Novellino. «Questa squalifica è la
punizione più amara che mi potesse capitare. Mi dispiace molto non
poter essere in panchina al San Paolo, ma ancora di più mi dispiace
essere stato giudicato senza aver avuto la possibilità di far
sentire le mie ragioni al giudice sportivo». Il Napoli, dunque. Che
ne pensa? «Ottima squadra. Ma lo penso davvero. Non è facile
rimettere piede in serie A dopo un po’ di tempo e farsi
immediatamente rispettare». Qual è la forza del Torino? «Belle
individualità e grande razionalità tattica. Quando le due cose si
sposano anche la mia squadra fa paura a tutti». E la forza del
Napoli? «Ha trovato una identità precisa giocando con la difesa a
tre. Poi ha calciatori tecnicamente assai dotati». Dovesse fare tre
nomi? «Hamsik, Gargano e Lavezzi. Li trovo straordinari tutti e
tre». E fra i tre chi è quello che il Toro dovrà più tenere
d’occhio? «Tutti. Ogni calciatore è importante nel proprio ruolo.
Certo, però, Lavezzi ha un’arma straordinaria: la velocità». Sedici
punti, solo due vittorie e dieci pari per questo Torino. Nessuno ha
pareggiato tanto in serie A. «Più d’una volta non siamo stati
fortunati. Non fosse stato così, almeno tre di quei pareggi
sarebbero stati dei successi». Insomma, classifica bugiarda. Ovvero,
il Torino oggi potrebbe avere sei punti in più. Ventidue. Giusto
come il Napoli, è così? «Diciamo che potremmo avere qualche
preoccupazione in meno. Ma ci rifaremo». A cominciare da quando? «Da
subito. Vogliamo conquistare punti. Anche a Napoli, certo. Sarà il
nostro obiettivo». Napoli. Qual è la prima cosa che le torna in
mente? «L’emozione che dà il San Paolo e poi l’affetto della gente
per la squadra. Un pubblico, una città che sanno farti sentire assai
importante. Chi facendo calcio non è passato per Napoli non potrà
mai sapere quello che di bello s’è perduto». Il Toro e il Napoli.
Due simboli del calcio, ma d’un calcio forse vissuto in altro modo.
Qual è la differenza? «Il Torino è alla ricerca di una storia
antica. I trionfi del Napoli, invece, sono più recenti. Più che una
differenza, però, vorrei cogliere un dato che è comune: la passione
dei tifosi per le squadre. Forte e sincera». |