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Un
modello, un idolo o un vecchio compagno di squadra. Fate voi. Di
sicuro, Alvaro Recoba rappresenta un punto di riferimento per tutti
coloro che in Uruguay tirano calci ad un pallone. È così anche per
Mariano Bogliacino, alter argano e Marcelo Zalayeta. Il Boglia ha
sempre cercato di imitarne le gesta. Il piede sinistro dell’ex
Sambenedettese disegna parabole arcuate, quello dell’ex pupillo di
Moratti fa semplicemente magie. «Sarebbe un rinforzo eccezionale,
nessuno è come lui. L’ho sempre ammirato», parole e musica di
Mariano quando in estate si paventava un trasferimento in azzurro
per el chino. Recoba, invece, è tornato dal suo maestro Novellino
per provare a rilanciare insieme il coro. Sulle sue tracce domenica
ci sarà el mota Gargano. Gli toccherà mordere le caviglie di quello
che per lui da giovane è stato un idolo. Aveva 12 anni Walter,
quando Alvaro nella stagione 95-96 realizzò 14 reti in 12 partite
con la maglia del Danubio. Solo l’idea di indossare quella casacca
bianconera, era un sogno per Gargano. Da allora ne è passata di
acqua sotto i ponti e proprio con il Danubio l’attuale volante del
Napoli è riuscito a vincere ben due campionati. Intanto, Recoba era
approdato all’Inter non prima, però, di aver fatto faville in patria
grazie ad un compagno compagno d’attacco con il quale si integrava a
perfezione: Marcelo Zalayeta. El Panteron realizzò 12 reti nel corso
di quella splendida annata vissuta in coppia con el chino. Fu così
che Luciano Moggi si innamorò calcisticamente di lui, fu così che
entrambi conquistarono la Nazionale. Con alterne fortune, hanno
scritto la storia recente della Celeste. Domenica saranno di fronte,
uno contro l’altro, al San Paolo. Per Recoba è pronto il tappeto
rosso, glielo stenderanno gli uruguaiani del Napoli. Quelli che, a
fine gara, vorrebbero prendersi la sua maglia ed i tre punti. |