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A Radio Goal, su Kiss Kiss Napoli, oggi ci
saranno numerose interviste ad attuali ed ex portieri. Di seguito
alcune delle interviste:
Vincenzo Marruocco, portiere napoletano in
forza al Cagliari: "Il portiere è un ruolo affascinante, ma
difficile a livello psicologico perché al minimo errore subentra una
fase psicologica che rende tutto più difficile. In Italia forse per
un italiano c'è molta pressione, ma io sono dell'opinione che i
portieri italiani sono i più bravi in assoluto. Dei portieri
brasiliani in Italia, il più bravo è Julio Cèsar che sta facendo
molto bene. Da piccolo, mi piaceva molto Zenga. Crescendo poi ho
seguito Peruzzi perché fa poche chiacchiere e tanti fatti. Le parate
plateali? Non le faccio mai per il pubblico. Se capita è perché
viene istintivamente. Il portiere mi ha dato qualche soddisfazione.
Domenica con l'Inter ho parato parecchio, ma abbiamo perso 2-0
perché l'Inter è fortissima, quando accelerano sono micidiali. Tutto
sommato, è andata bene. Nella nostra situazione, scendendo in campo
si vede chi è uomo".
Pietro Carmignani, ex portiere del Napoli:
"Stamattina notavo che un terzo dei portieri della serie A sono
stranieri e questo fa dispiacere per la scuola italiana perché sta
subendo il flusso degli stranieri. E' colpa anche degli allenatori
perché non lanciano portieri giovani italiani. Zoff? Non lo
sostituii perché ero considerato alla pari, ma io ero giovane e il
Napoli guadagnò parecchi soldi. Portieri giovani? Più che giovani
direi conferme come Bucci, Ballotta, Fontana. Dei portieri giovani,
mi piace Mirante, ma anche lui non sta giocando. Per quanto riguarda
gli stranieri, mi piace Handanovic dell'Udinese".
Luciano Castellini, il "Giaguaro", ex
portiere del Napoli: "Il ruolo del portiere si sceglie. E' come fare
il prete, si deve avere una vocazione. Napoli? Non c'è nessun
rammarico per il fatto che quando sono andato via il Napoli ha
cominciato a vincere, anche perché diventai allenatore dei portieri
che vinsero. Il nomignolo 'Giaguaro'? Me lo ha dato Gianni Brera.
L'autogol di Ferrario contro il Perugia? Non gli dissi niente perché
avevamo tutto il tempo per recuperare. Per il dopo-Buffon, mi
piacciono Consigli e Viviano che sono molto bravi. Lo stesso Iezzo è
molto bravo. Napoli-Torino? Il Torino ha ritrovato grinta e poi
hanno recuperato Recoba che può essere determinante, però il Napoli
in casa è un'ottima squadra ed io ne sono felice perché hanno
trovato una grande armonia. Io faccio il tifo per tutte e due le
squadre".
Claudio Garella, ex portiere del Napoli,
ai tempi del primo scudetto azzurro: "Lo scudetto a Napoli sembra
averlo vissuto ieri. Ricordo quando girammo tutto lo stadio e vedevo
tutta la gente che aspettava quel momento da tanto tempo. Questa
soddisfazione rimane indelebile. Grandi portieri in Italia non ce ne
sono. Tolto Buffon e forse Toldo non ce ne sono. Secondo me il
nostro calcio è più difficile e tolto Buffon, nessuno è all'altezza.
Lo stile Garella (che bada al sodo, ndr)? Non lo tiene nessuno
attualmente, perché c'è poca istintività. Io sono convinto che se ci
fosse un portiere che guarda sopratutto all'efficacia oggi sarebbe
molto importante. Muslera? La Lazio ha preso questo ragazzino di
20-21 anni e lo ha messo contro il Milan e adesso non potrà più
giocare a Roma. La parata più difficile a Napoli? A Como quando
perdevamo per 1-0; se segnavano, rischiavamo molto. Poi pareggiammo
con un gol di Carnevale. Da piccolo mi ispiravo a Zoff, ma anche
Castellini è stato un mio idolo. Con quest'ultimo ho avuto il
piacere di giocarci assieme e per me è stata una grande
soddisfazione perché era per me un mito".
Massimo Mattolini, ex portiere del Napoli:
"Napoli? Bei ricordi perché un momento importante per la mia
carriera e poi ero giovane e pieno di vita. Tornare a Napoli è
sempre un qualcosa di speciale. La porta del Napoli è difficile da
difendere, sopratutto in quei periodi perché avevano sempre grandi
portieri a Napoli. Il girone di andata mi andò bene, poi al ritorno
ci fu una crisi sia mia che della squadra e persi la convocazione in
Nazionale. Portieri si nasce, poi si migliora con l'allenamento, ma
bisogna avere delle attitudini".
Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli:
"La mia carriera? A volte gli episodi ti cambiano la carriera come
nel dopo partita nel derby di Avellino quando mi dissero che nella
stagione successiva diventavo il primo portiere, poi arrivò Bianchi
e feci il secondo di Garella. Il Napoli sta facendo bene, più di
quello che si aspettava. E' composta da talenti giovani che però
difettano nella continuità. Le continue lamentele di chi non gioca?
Il calcio adesso è cambiato, ora c'è il turnover che prima non c'era
e quindi adesso c'è un'altra mentalità e ci sono le possibilità di
lamentarsi. Il dopo-Buffon? Ci sono che possono venir fuori. C'è
Amelia, ma di giovani mi piace Viviano, sia dentro che fuori dai
pali".
Pino Taglialatela: "A me piace Mirante, ma
non gli danno spazio e se non hai fiducia non puoi dimostrare le tue
capacità. Riti scaramantici? Nessuno, mi affidavo alla conoscenze
stuiando gli avversari. Come stadio che mi esaltava c'era
sicuramente il San Siro".
Gianluca Pagliuca, ex portiere di Inter,
Ascoli, Sampdoria e Bologna: "In Italia non ci sono portieri
affidabili oppure perché le società puntano su stranieri che magari
poi costano pure poco. Io mi allenao ancora, se mi capita ancora,
sono pronto anche perché vedendo giocare Ballotta, Balli e Fontana
che sono miei coetanei, potrei anche farlo io. Parate belle? Quando
ero all'Inter contro al Milan. L'attaccante che temevo? Batistuta! I
rifiuti in Nazionale? Penso che vincendo il Mondiale ottieni il
massimo e non hai più stimoli".
Stefano Tacconi: "Il portiere dovrebbe
essere matto. Oggi, tolti Frey e Buffon, sono tutti matti da
chiudere. Giovani? Mi piace Amelia, che però è stato sfortunato ad
avere a che fare con Spinelli. Oggi comunque secondo me manca un po'
di responsabilità agli allenatori dei portieri. L'attaccanta che
temevo? Altobelli mi portava sfiga. Portieri stranieri? C'è un
problema di educazione, adesso infatti gli allenatori non hanno più
voglia di allenarli".
A Radio Goal, sono stati intervistati anche tanti
altri portieri del passato e del presente.
Nicola da Pianura |