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Perché i portieri italiani non vanno più di moda?

Giovedì

20 Dicembre 2007

A Radio Goal, su Kiss Kiss Napoli, oggi ci saranno numerose interviste ad attuali ed ex portieri. Di seguito alcune delle interviste:

 

Vincenzo Marruocco, portiere napoletano in forza al Cagliari: "Il portiere è un ruolo affascinante, ma difficile a livello psicologico perché al minimo errore subentra una fase psicologica che rende tutto più difficile. In Italia forse per un italiano c'è molta pressione, ma  io sono dell'opinione che i portieri italiani sono i più bravi in assoluto. Dei portieri brasiliani in Italia, il più bravo è Julio Cèsar che sta facendo molto bene. Da piccolo, mi piaceva molto Zenga. Crescendo poi ho seguito Peruzzi perché fa poche chiacchiere e tanti fatti. Le parate plateali? Non le faccio mai per il pubblico. Se capita è perché viene istintivamente. Il portiere mi ha dato qualche soddisfazione. Domenica con l'Inter ho parato parecchio, ma abbiamo perso 2-0 perché l'Inter è fortissima, quando accelerano sono micidiali. Tutto sommato, è andata bene. Nella nostra situazione, scendendo in campo si vede chi è uomo".

 

Pietro Carmignani, ex portiere del Napoli: "Stamattina notavo che un terzo dei portieri della serie A sono stranieri e questo fa dispiacere per la scuola italiana perché sta subendo il flusso degli stranieri. E' colpa anche degli allenatori perché non lanciano portieri giovani italiani. Zoff? Non lo sostituii perché ero considerato alla pari, ma io ero giovane e il Napoli guadagnò parecchi soldi. Portieri giovani? Più che giovani direi conferme come Bucci, Ballotta, Fontana. Dei portieri giovani, mi piace Mirante, ma anche lui non sta giocando. Per quanto riguarda gli stranieri, mi piace Handanovic dell'Udinese".

 

Luciano Castellini, il "Giaguaro", ex portiere del Napoli: "Il ruolo del portiere si sceglie. E' come fare il prete, si deve avere una vocazione. Napoli? Non c'è nessun rammarico per il fatto che quando sono andato via il Napoli ha cominciato a vincere, anche perché diventai allenatore dei portieri che vinsero. Il nomignolo 'Giaguaro'? Me lo ha dato Gianni Brera. L'autogol di Ferrario contro il Perugia? Non gli dissi niente perché avevamo tutto il tempo per recuperare. Per il dopo-Buffon, mi piacciono Consigli e Viviano che sono molto bravi. Lo stesso Iezzo è molto bravo. Napoli-Torino? Il Torino ha ritrovato grinta e poi hanno recuperato Recoba che può essere determinante, però il Napoli in casa è un'ottima squadra ed io ne sono felice perché hanno trovato una grande armonia. Io faccio il tifo per tutte e due le squadre". 

 

Claudio Garella, ex portiere del Napoli, ai tempi del primo scudetto azzurro: "Lo scudetto a Napoli sembra averlo vissuto ieri. Ricordo quando girammo tutto lo stadio e vedevo tutta la gente che aspettava quel momento da tanto tempo. Questa soddisfazione rimane indelebile. Grandi portieri in Italia non ce ne sono. Tolto Buffon e forse Toldo non ce ne sono. Secondo me il nostro calcio è più difficile e tolto Buffon, nessuno è all'altezza. Lo stile Garella (che bada al sodo, ndr)? Non lo tiene nessuno attualmente, perché c'è poca istintività. Io sono convinto che se ci fosse un portiere che guarda sopratutto all'efficacia oggi sarebbe molto importante. Muslera? La Lazio ha preso questo ragazzino di 20-21 anni e lo ha messo contro il Milan e adesso non potrà più giocare a Roma. La parata più difficile a Napoli? A Como quando perdevamo per 1-0; se segnavano, rischiavamo molto. Poi pareggiammo con un gol di Carnevale. Da piccolo mi ispiravo a Zoff, ma anche Castellini è stato un mio idolo. Con quest'ultimo ho avuto il piacere di giocarci assieme e per me è stata una grande soddisfazione perché era per me un mito".

 

Massimo Mattolini, ex portiere del Napoli: "Napoli? Bei ricordi perché un momento importante per la mia carriera e poi ero giovane e pieno di vita. Tornare a Napoli è sempre un qualcosa di speciale. La porta del Napoli è difficile da difendere, sopratutto in quei periodi perché avevano sempre grandi portieri a Napoli. Il girone di andata mi andò bene, poi al ritorno ci fu una crisi sia mia che della squadra e persi la convocazione in Nazionale. Portieri si nasce, poi si migliora con l'allenamento, ma bisogna avere delle attitudini".

 

Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli: "La mia carriera? A volte gli episodi ti cambiano la carriera come nel dopo partita nel derby di Avellino quando mi dissero che nella stagione successiva diventavo il primo portiere, poi arrivò Bianchi e feci il secondo di Garella. Il Napoli sta facendo bene, più di quello che si aspettava. E' composta da talenti giovani che però difettano nella continuità. Le continue lamentele di chi non gioca? Il calcio adesso è cambiato, ora c'è il turnover che prima non c'era e quindi adesso c'è un'altra mentalità e ci sono le possibilità di lamentarsi. Il dopo-Buffon? Ci sono che possono venir fuori. C'è Amelia, ma di giovani mi piace Viviano, sia dentro che fuori dai pali".

 

Pino Taglialatela: "A me piace Mirante, ma non gli danno spazio e se non hai fiducia non puoi dimostrare le tue capacità. Riti scaramantici? Nessuno, mi affidavo alla conoscenze stuiando gli avversari. Come stadio che mi esaltava c'era sicuramente il San Siro".

 

Gianluca Pagliuca, ex portiere di Inter, Ascoli, Sampdoria e Bologna: "In Italia non ci sono portieri affidabili oppure perché le società puntano su stranieri che magari poi costano pure poco. Io mi allenao ancora, se mi capita ancora, sono pronto anche perché vedendo giocare Ballotta, Balli e Fontana che sono miei coetanei, potrei anche farlo io. Parate belle? Quando ero all'Inter contro al Milan. L'attaccante che temevo? Batistuta! I rifiuti in Nazionale? Penso che vincendo il Mondiale ottieni il massimo e non hai più stimoli".

 

Stefano Tacconi: "Il portiere dovrebbe essere matto. Oggi, tolti Frey e Buffon, sono tutti matti da chiudere. Giovani? Mi piace Amelia, che però è stato sfortunato ad avere a che fare con Spinelli. Oggi comunque secondo me manca un po' di responsabilità agli allenatori dei portieri. L'attaccanta che temevo? Altobelli mi portava sfiga. Portieri stranieri? C'è un problema di educazione, adesso infatti gli allenatori non hanno più voglia di allenarli".

A Radio Goal, sono stati intervistati anche tanti altri portieri del passato e del presente.

Nicola da Pianura

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