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Bucchi: Mi sento un azzurro, ma domenica segno

Venerdì

14 Dicembre 2007

Christian Bucchi ritrova il Napoli. Aveva sperato che l’avventura in azzurro fosse quella del rilancio, e invece dopo la promozione è andato via. Oggi gioca per il Siena, ma è stato ceduto in prestito, appartiene ancora al Napoli. Bucchi, ha promesso gol ed esultanza. Cos’è, voglia di rivalsa? «No, per piacere, non fraintendiamo. Ho solo risposto a una domanda sull’esultanza, ho detto che se capiterà non mi limiterò». Eppure tanti suoi colleghi evitano, per rispetto. «Che c’entra? Io ho profondo rispetto per la maglia del Napoli. Per piacere, voglio che questo messaggio venga trasmesso in maniera chiara: io ho rispetto per l’azzurro, ma adesso gioco per il Siena e se segno per la mia squadra è giusto che festeggi con i compagni, senza che nessuno si offenda». Ritrova il Napoli da avversario, cosa pensa della squadra? «È un bel gruppo, sta facendo grandi cose. Avversario temibile per chiunque». In attacco c’è stata una rivoluzione rispetto all’anno scorso... «Preferirei evitare l’argomento. Comprese le vicende che riguardano Calaiò...». Però lei al Napoli ci pensa ancora... «L’ho detto spesso e lo ripeto con piacere. Spero di poter tornare a Napoli e di riuscire a dare qualcosa di più rispetto alla scorsa stagione. Io qui a Siena sono in prestito, quindi è normale pensare al futuro, e immaginarmi di nuovo nel Napoli». Anche se la prima esperienza è stata negativa? «Solo sotto certi aspetti lo è stata». Si spieghi meglio... «Napoli è una città che sa dare tanto, che riesce a travolgerti con l’entusiasmo e la passione. Ci sono momenti che non dimenticherò facilmente, come la grande festa per la promozione in serie A. Erano migliaia e migliaia i tifosi che ci aspettavano al ritorno da Genova». Questi sono gli aspetti positivi. E quelli negativi? «Beh, quando un giocatore non riesce ad esprimersi al massimo, tutto diventa difficile, in particolare in una città passionale come Napoli». Ha detto di avere avuto un rapporto contraddittorio con Reja... «Non significa necessariamente che sia stato un brutto rapporto. Semplicemente non ci siamo capiti». E con la società azzurra? «Il Napoli mi ha voluto, appartengo ancora a quella società, quindi...». È vero che sua figlia, la piccola Emily, tifa per il Napoli? «È verissimo, sia lei che la mia compagna, Roberta, sono tifose degli azzurri. Quando sono andato via, l’hanno preso come un tradimento. Loro due non tifano per il Siena, e continuano a tenere per gli azzurri, anche stavolta che il Napoli è il mio avversario».

Fonte: Il Mattino

 

                       

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