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Napoli leone d'inverno

Domenica

31 Dicembre 2006

« Mi assumo io la re­sponsabilità di completare l’orga­nico » . Marino ha rassicurato De Laurentiis, già a Capri per tra­scorrere il Capodanno. Non facile il compito del direttore generale. Dovrà indovinare almeno due pe­dine (un esterno sinistro e un cen­trocampista di qualità) per non la­sciare incompiuta la sontuosa campagna acquisti dell’estate scorsa. Attualmente il Napoli è se­condo in classifica ma rischia di restare al palo se non riesce a tro­vare i correttivi giu­sti nell’organico. Ma alcuni prece­denti confortano i tifosi del Napoli. So­no proprio quelli che si ricollegano agli interventi di Pierpaolo Marino durante i mercati di riparazione. A gen­naio di due anni fa, il manager irpino convinse Calaiò e Pià a scendere in serie C1 e per poco il Napoli non affer­rava la promozione al primo colpo ( la perse ai play off contro l’Avelli­no). A gennaio dell’anno successi­vo, invece, prelevò Trotta dal Ri­mini e la squadra colmò il vuoto sulla fascia destra arrivando fi­nalmente in B. Interventi mirati, senza svenarsi più di tanto, quan­to bastava per arrivare all’obietti­vo.
Per Marino, quindi, il mercato di riparazione è creato apposta per tamponare qualche falla, non certo per stravolgere l’organico. A gennaio (oppure quando la cam­pagna acquisti riapriva a novem­bre), l’attuale braccio destro di De Laurentiis raramente ha sbagliato mosse. E’ rimasto memorabile il colpo di mercato che poi favorì la conquista del primo scudetto del­la storia del Napoli. Autunno del 1986. Marino era giovanissimo. Lavorava al fianco di Italo Allodi. La squadra, allenata all’epoca da Ottavio Bianchi, aveva bisogno di un uomo d’ordine a centrocampo. Lo sollecitava persino Maradona, deluso dall’ottavo posto del cam­pionato precedente. Allodi propo­se l’argentino Barbas in forza al Lecce, valutato circa tre miliardi di lire. Marino, invece, di nascosto suggerì a Ferlaino di prendere Francesco Romano che giocava in B, nella Triestina e che costava molto meno. Romano, napoletano di Saviano, geometra di fatto e an­che in campo, ricevette l’ok da Bianchi dopo un provino a Socca­vo e da allora il Napoli decollò verso il primo titolo tricolore del­la sua storia. Maradona affermò che lo scudetto era merito di quel riccioluto dalla fac­cia d’angelo che lui soprannominò “ la tota”, la mamma.
Negli anni succes­sivi sono arrivati al­tri giocatori impor­tanti a gennaio, da Asta a Edmundo, da Pasino a Perovic, ma nessuno è stato capace di imprime­re una svolta decisi­va al Napoli come vi riuscì Ciccio Roma­no, ora apprezzato procuratore di cal­ciatori.
Oggi i tempi sono cambiati. Difficile centrare l’ele­mento giusto, magari sconosciuto e dal costo accessibile. E riesce difficile accontentare l’esigenza di una tifoseria che preme sempre di più, vorrebbe un Napoli compe­titivo per i primi due posti non certo per i play off e che ha perso ogni briciolo di paziena. Ma Mari­no non si lascia condizionare. Ha provato a sondare il terreno per Parisi, si è informato di Balestri e di Pieri, ha chiesto di Capuano e ora è sulle tracce di Erminio Rul­lo, napoletano di Casoria, venti­due anni, sessantasei presenze in A nel Lecce (un gol). Non sarebbe una prima scelta ma il dg ci crede. Si tratta adesso di sistemare Savi­ni. E di afferrare quel centrocam­pista di qualità che occorre a Re­ja per completare il quadro. Do­po, magari, si potrà pensare anche a un altro attaccante di scorta dal momento che non mancano le ri­chieste per Pià.

Fonte: Gazzetta dello Sport

 

   

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