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Esplode la Napolimania

Sabato

30 Dicembre 2006

«Papà, potrei avere la maglietta di Calaiò per Natale?», «Mamma, mi fai trovare la tuta del Napoli sotto l’albero?». Tra i regali più gettonati in città durante il periodo natalizio, oltre alle solite cravatte o al capo firmato, ci sono anche quelli legati alla squadra di calcio: magliette, tute, felpe, scarpette. Ma sono andati a ruba anche gadget dal costo più accessibile: cappellini di lana, portatelefonini, portachiavi, portapenne. Tutto potevano immaginare i fratelli Catalano, gestori del Diadora Fan Shop, tranne che il loro negozio sarebbe stato svuotato nel giro di pochi giorni. Inaugurato il 4 dicembre, alla presenza di Paolo Cannavaro e Ruben Maldonado, il piccolo store in via Benedetto Croce, in pieno centro storico, alla vigilia di Natale si presentava già con gli scaffali vuoti. Non solo, è stato necessario ricorrere alla vigilanza privata per disciplinare la coda davanti al negozio nei giorni che hanno preceduto il Natale. Oltre mille magliette originali, dal costo di € 59.90 l’una, vendute durante le feste, centinaia di tute bianco e blu (€ 119), giacconi (€ 139), felpe di tre colori (€ 80). Ma ci sono anche magliette di costo inferiore (€ 30) e di materiale diverso.
La Napolimania è esplosa a tal punto da cogliere di sorpresa non solo lo sponsor tecnico del Napoli (già presente a Roma con nove punti di vendita) ma anche gli altri licenzatari del marchio Napoli a cominciare da quelli che producono portachiavi ed orologi, per finire con quelli che confezionano altri prodotti come la Coltella & c., nell’abbigliamento da uomo, o l’Astoria, nota azienda vinicola trevigiana che ha registrato eccellenti consensi per il suo spumante marchiato Napoli. Domani sera molti brinderanno all’anno nuovo (e alla serie A) proprio sorseggiando quel frizzantino con la “N” impressa sulla bottiglia. Non si sbagliava, De Laurentiis. Il Napoli, se ben cavalcato potrebbe diventare una miniera d’oro. Positivo il lavoro svolto dall’ufficio marketing in questo breve periodo di attività. Ma siamo solo agli inizi. Tanto ancora si può fare per promuovere in tutto il mondo prodotti che richiamano la squadra del cuore. Il patron della Filmauro preferisce procedere per gradi. Si spiega cosi il ritardo nel varo del sito ufficiale internet (di cui la società ha già provveduto a registrare più “domain”) e anche l’inaugurazione ufficiale della sede, ormai bisognosa solo di piccoli ritocchi.
Il Napoli nella sua storia non aveva mai sfruttato appieno la potenzialità del merchandising. Solo timidi tentativi e per giunta estemporanei. Ora, con la spinta della Diadora, la società si è portata avanti e ha avallato l’apertura di un fan shop, proprio per saggiare la risposta del mercato del tifo partenopeo. È stata sorprendente, tanto che nel corso del nuovo anno verranno aperti altri tre punti vendita, di cui uno in provincia.
I licenzatari del marchio Napoli sono una ventina circa e i contratti non superano la stagione agonistica in corso. De Laurentiis ha in animo di lanciare l’e.commerce in grande stile appena la macchina organizzativa sarà pronta. Per lui, il mercato internazionale è ancora tutto da scoprire e dovrà portare linfa importante nelle casse del club.

Fonte: Corriere dello Sport

 

   

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