«Papà,
potrei avere la maglietta di Calaiò per Natale?», «Mamma, mi fai
trovare la tuta del Napoli sotto l’albero?». Tra i regali più
gettonati in città durante il periodo natalizio, oltre alle solite
cravatte o al capo firmato, ci sono anche quelli legati alla
squadra di calcio: magliette, tute, felpe, scarpette. Ma sono
andati a ruba anche gadget dal costo più accessibile: cappellini
di lana, portatelefonini, portachiavi, portapenne. Tutto potevano
immaginare i fratelli Catalano, gestori del Diadora Fan Shop,
tranne che il loro negozio sarebbe stato svuotato nel giro di
pochi giorni. Inaugurato il 4 dicembre, alla presenza di Paolo
Cannavaro e Ruben Maldonado, il piccolo store in via Benedetto
Croce, in pieno centro storico, alla vigilia di Natale si
presentava già con gli scaffali vuoti. Non solo, è stato
necessario ricorrere alla vigilanza privata per disciplinare la
coda davanti al negozio nei giorni che hanno preceduto il Natale.
Oltre mille magliette originali, dal costo di € 59.90 l’una,
vendute durante le feste, centinaia di tute bianco e blu (€ 119),
giacconi (€ 139), felpe di tre colori (€ 80). Ma ci sono anche
magliette di costo inferiore (€ 30) e di materiale diverso.
La Napolimania è esplosa a tal punto da cogliere di sorpresa non
solo lo sponsor tecnico del Napoli (già presente a Roma con nove
punti di vendita) ma anche gli altri licenzatari del marchio
Napoli a cominciare da quelli che producono portachiavi ed
orologi, per finire con quelli che confezionano altri prodotti
come la Coltella & c., nell’abbigliamento da uomo, o l’Astoria,
nota azienda vinicola trevigiana che ha registrato eccellenti
consensi per il suo spumante marchiato Napoli. Domani sera molti
brinderanno all’anno nuovo (e alla serie A) proprio sorseggiando
quel frizzantino con la “N” impressa sulla bottiglia. Non si
sbagliava, De Laurentiis. Il Napoli, se ben cavalcato potrebbe
diventare una miniera d’oro. Positivo il lavoro svolto
dall’ufficio marketing in questo breve periodo di attività. Ma
siamo solo agli inizi. Tanto ancora si può fare per promuovere in
tutto il mondo prodotti che richiamano la squadra del cuore. Il
patron della Filmauro preferisce procedere per gradi. Si spiega
cosi il ritardo nel varo del sito ufficiale internet (di cui la
società ha già provveduto a registrare più “domain”) e anche
l’inaugurazione ufficiale della sede, ormai bisognosa solo di
piccoli ritocchi.
Il Napoli nella sua storia non aveva mai sfruttato appieno la
potenzialità del merchandising. Solo timidi tentativi e per giunta
estemporanei. Ora, con la spinta della Diadora, la società si è
portata avanti e ha avallato l’apertura di un fan shop, proprio
per saggiare la risposta del mercato del tifo partenopeo. È stata
sorprendente, tanto che nel corso del nuovo anno verranno aperti
altri tre punti vendita, di cui uno in provincia.
I licenzatari del marchio Napoli sono una ventina circa e i
contratti non superano la stagione agonistica in corso. De
Laurentiis ha in animo di lanciare l’e.commerce in grande stile
appena la macchina organizzativa sarà pronta. Per lui, il mercato
internazionale è ancora tutto da scoprire e dovrà portare linfa
importante nelle casse del club.