Tramonta lentamente, ma pare proprio
inesorabilmente, l'ipotesi sbandierata con fierezza e leggerezza
di vedere sorgere il nuovo stadio a Scampia. Il sito sul quale
sono ora puntati i riflettori dei signori dello sport cittadino è
Miano: a quanto sembra, l'area individuata corrisponde con l'ormai
decadente caserma dei carabinieri, edificata su un'area di circa
250.000 metri quadrati.
Un passaggio che, se confermato, calpesterebbe i sogni di gloria
di Scampia, il quartiere più citato nei progetti di rinascita, ma
poi puntualmente accantonato. Tra l'altro, l'idea di ergerlo a
nuovo sito del calcio di Napoli era stata annunciata in tono
solenne e con ovvio ritorno di consensi popolari dall'assessore
comunale allo sport, Alfredo Ponticelli: senza, però, il supporto
di un progetto o di uno studio di fattibilità. Ovvero, le basi.
In questo senso, rimbomba l'eco delle parole del consigliere
comunale Emilio Di Marzio, membro della commissione Cultura e
Sport nonché nipote d'arte dell'ex tecnico azzurro, Gianni: il
giorno dell'approvazione dell'ordine del giorno relativo alla
«costruzione del nuovo stadio nell'Area-Nord, con preferenza
Scampia», Di Marzio fu l'unico oppositore dell'asse. Il motivo?
lamentava la mancanza di uno studio di fattibilità. Napoli recita
sempre da incompiuta. Palargento docet.