«Non c’è una ragione particolare o
interessante che mi abbia indotto ad andare più volte in
panchina. Da poco più di un mese esiste la regola che in
panchina possono andare altre cinque persone, quindi ho pensato
di accomodarmi anche io in occasione degli incontri esterni.
Pensavo addirittura che portasse bene...». Dopo la partita con
il Mantova allo stadio «Renato Curi», sul campo neutro di
Perugia, Pierpaolo Marino motiva così la sua decisione di
sedersi in panchina con Reja e con i suoi calciatori. Sinora il
dg l’ha fatto già in cinque occasioni: durante gli incontri con
Bari, Pescara, Parma, Cesena e Mantova. Inizialmente, si pensava
ad un fatto episodico, ma così non è stato. Marino nega che la
sua presenza sia diventata necessaria per «tenere buoni» i
panchinari. «Non scherziamo - osserva -. Tra l’altro, mi tengo a
debita distanza da Reja per evitare altre malignità. La verità?
Meglio stare in panchina che seduti in tribuna dove talvolta
l’atmosfera è tesa. Inoltre, dopo aver vinto a Bari, dopo il bis
in occasione della trasferta a Pescara, ho pensato che portasse
bene. Ho continuato e continuerò ad andarci quando giocheremo
lontano dal San Paolo. Ovviamente soltanto nel caso non dovesse
essere De Laurentiis in tribuna».