Il
Napoli, la grande passione della sua vita. Corrado Ferlaino sta
scrivendo un libro per raccontare 33 anni d'azzurro. Ricco di
aneddoti e segreti, sarà pronto in primavera. Una storia, da
presidente e da proprietario del club, cominciata il 18 gennaio
1969 e finita il 12 febbraio 2002. «Da dove partirò? Dai consigli
che mi diede il comandante Achille Lauro in quel giorno di
gennaio», racconta Ferlaino, che nel 1969 era un rampante
imprenditore con la passione per le corse in auto più che per le
partite di calcio. Avrebbe poi vissuto per il Napoli. Ferlaino è
stato uno dei dirigenti più longevi. Il presidente dei due
scudetti frequentò anche il Palazzo, come consigliere di Lega e
Federcalcio, l’ultimo rappresentante napoletano nel governo
calcistico. «Fui tra i primi a capire che l’asse del potere
calcistico si stava spostando». L’ingegnere racconterà storie
vissute in prima persona: i grandi colpi di mercato, la lotta
contro lo strapotere del nord, i trionfi e le cadute. «Ma parlerò
poco delle partite», precisa l'ex patron del Napoli. Ci saranno
rivelazioni, il racconto del lavoro fatto dietro le quinte per far
diventare la squadra azzurra una delle protagoniste del calcio
mondiale con Maradona. Ceduto il Napoli a Corbelli e Naldi nel
2002, dopo aver resistito a numerose proposte d’acquisto (anche
quella presentata nel 1999 da De Laurentiis, affiancato dall’ex
presidente Fiore), Ferlaino non è più tornato al San Paolo. Ha
continuato a seguire con grande affetto la squadra e s’è
rallegrato per l’assegnazione del Pallone d’oro a Cannavaro: «Una
gioia anche per il mio Napoli negli anni in cui mi preoccupavo di
far curare al meglio il settore giovanile, dove Fabio mosse i
primi passi». Cannavaro fu uno dei campioni ceduti da Ferlaino al
Parma per evitare il crac della società: assegno di 18 miliardi di
lire dall’amico Tanzi. Racconterà anche questi personaggi.