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L’allarme
c’era stato. L’aveva lanciato proprio lui, Antonio Matarrese, il
presidente della Lega. «Sono preoccupato. Se va avanti così il San
Paolo rischia», aveva detto. Così è stato. Il San Paolo ora rischia
davvero la chiusura. Aveva visto giusto, presidente. «Purtroppo sì.
Il Napoli, il calcio stanno diventando ostaggio di questi
delinquenti, ma non mi rassegno, non mi arrendo». Vittima senza
colpa, il Napoli. «Non v’è dubbio. Il Napoli non c’entra nulla con
quanto è accaduto sabato allo stadio e nemmeno con quanto era
capitato già a Pescara». Però pagherà. Rischia di pagare. «Ho
parlato con De Laurentiis. Anche lui è arrabbiato e preoccupato. Gli
sono assai vicino. Sta facendo grandi sacrifici e merita aiuto».
Però il Napoli pagherà per quei petardi. «La giustizia sportiva farà
il suo corso. Deve farlo. Anche se uno stadio chiuso a noi crea
grandi problemi. Trovare poi una città e uno stadio in grado e con
la voglia di ospitare una partita è complicato». E non risolve il
problema. «Già. Ma non sopporterò che questi delinquenti
condizionino i nostri campionati. Al caso Napoli riserverò la
massima attenzione. Il problema Napoli sarà, è un problema della
Lega. Un problema del calcio nazionale». E che farà la Lega? Che
cosa farà il presidente Matarrese? «Qualcosa faremo.
Intensificheremo la nostra lotta alla violenza». In che modo?
«Ringraziamo le forze dell’ordine per il lavoro che fanno e per
l’aiuto che ci danno, ma chiederò ancora più fermezza contro questi
delinquenti. È tempo delle maniere forti. Non accetto che queste
bande tentino di gestire il nostro calcio attraverso la violenza e
l’intimidazione». Napoli e il suo stadio erano già «sorvegliati
speciali»? Di qui quel suo appello inascoltato? «Sì, negli incontri
con i dirigenti dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni
sportive, in pratica il ministero dell’Interno, m’ero accorto che
era soprattutto lo stadio del Napoli a preoccuparli. Oltretutto era
già diffidato». Quando ha visto quei petardi e l’arbitro sospendere
la gara che ha pensato? «Che era un oltraggio alla città. Che il
contrasto alla violenza va rivisto e rafforzato. Non abbasseremo la
guardia, questo è certo». Ma un club come può difendersi da queste
bande di violenti? «Deve essere aiutato a difendersi. Favorirò altri
incontri tra i club e i responsabili delle forze dell’ordine. E
verrò a Napoli per far sentire anche fisicamente la mia vicinanza a
De Laurentiis e alla società». Basterà? «No. Il calcio per
difendersi ha bisogno di tutti. Anche e forse soprattutto dei
tifosi. Li invito a denunciare questi delinquenti. Chi può dare
informazioni per individuarli deve farlo. Potessi, darei un premio a
chi denuncia». Una sorta di taglia sui delinquenti da stadio?
«Preferirei considerarlo un premio al coraggio. Perché ormai è
chiaro: se non ci si aiuta tutti, il calcio affonda». |