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Matarrese: Il Napoli vittima dei violenti

Lunedì

04 Dicembre 2006

L’allarme c’era stato. L’aveva lanciato proprio lui, Antonio Matarrese, il presidente della Lega. «Sono preoccupato. Se va avanti così il San Paolo rischia», aveva detto. Così è stato. Il San Paolo ora rischia davvero la chiusura. Aveva visto giusto, presidente. «Purtroppo sì. Il Napoli, il calcio stanno diventando ostaggio di questi delinquenti, ma non mi rassegno, non mi arrendo». Vittima senza colpa, il Napoli. «Non v’è dubbio. Il Napoli non c’entra nulla con quanto è accaduto sabato allo stadio e nemmeno con quanto era capitato già a Pescara». Però pagherà. Rischia di pagare. «Ho parlato con De Laurentiis. Anche lui è arrabbiato e preoccupato. Gli sono assai vicino. Sta facendo grandi sacrifici e merita aiuto». Però il Napoli pagherà per quei petardi. «La giustizia sportiva farà il suo corso. Deve farlo. Anche se uno stadio chiuso a noi crea grandi problemi. Trovare poi una città e uno stadio in grado e con la voglia di ospitare una partita è complicato». E non risolve il problema. «Già. Ma non sopporterò che questi delinquenti condizionino i nostri campionati. Al caso Napoli riserverò la massima attenzione. Il problema Napoli sarà, è un problema della Lega. Un problema del calcio nazionale». E che farà la Lega? Che cosa farà il presidente Matarrese? «Qualcosa faremo. Intensificheremo la nostra lotta alla violenza». In che modo? «Ringraziamo le forze dell’ordine per il lavoro che fanno e per l’aiuto che ci danno, ma chiederò ancora più fermezza contro questi delinquenti. È tempo delle maniere forti. Non accetto che queste bande tentino di gestire il nostro calcio attraverso la violenza e l’intimidazione». Napoli e il suo stadio erano già «sorvegliati speciali»? Di qui quel suo appello inascoltato? «Sì, negli incontri con i dirigenti dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, in pratica il ministero dell’Interno, m’ero accorto che era soprattutto lo stadio del Napoli a preoccuparli. Oltretutto era già diffidato». Quando ha visto quei petardi e l’arbitro sospendere la gara che ha pensato? «Che era un oltraggio alla città. Che il contrasto alla violenza va rivisto e rafforzato. Non abbasseremo la guardia, questo è certo». Ma un club come può difendersi da queste bande di violenti? «Deve essere aiutato a difendersi. Favorirò altri incontri tra i club e i responsabili delle forze dell’ordine. E verrò a Napoli per far sentire anche fisicamente la mia vicinanza a De Laurentiis e alla società». Basterà? «No. Il calcio per difendersi ha bisogno di tutti. Anche e forse soprattutto dei tifosi. Li invito a denunciare questi delinquenti. Chi può dare informazioni per individuarli deve farlo. Potessi, darei un premio a chi denuncia». Una sorta di taglia sui delinquenti da stadio? «Preferirei considerarlo un premio al coraggio. Perché ormai è chiaro: se non ci si aiuta tutti, il calcio affonda».

 Fonte: Il Mattino

 

              

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