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Bogliacino-Amodio, il tandem va

Venerdì

01 Dicembre 2006

Se il Napoli è primo in classifica non è solo una questione di fortuna. Una serie di componenti hanno fatto sì che la squadra di Reja avesse un’inversione di tendenza. Dopo il pari contro la Juve, gli azzurri hanno ottenuto 4 vittorie in 4 incontri, 3 di campionato (Bari, Bologna e Pescara) e 1 di coppa Italia (Parma). Il merito va suddiviso tra la società, Reja e la squadra. Opportuno quanto efficacissimo l’intervento di De Laurentiis e Marino durante il ritiro a Castelvolturno dopo la sconfitta a Bergamo contro l’Albinoleffe. Reja perché ha saputo prendere anche decisioni impopolari e delicate (esclusione di calciatori eccellenti come Bucchi, De Zerbi, Montervino e Dalla Bona) e perché ha cambiato volto alla squadra, mutando il modulo e rinunciando all’idea iniziale del 4-3-1-2. La squadra perché, anche non esprimendo un gioco bello e spettacolare, è riuscita a centrare risultati importanti e ad avere un migliore equilibrio. Tutto questo è stato il frutto del lavoro in campo, ma anche di preziosi quanto duri faccia a faccia nello spogliatoio e nelle sale dell’Holiday Inn. Tra i segreti della svolta (nuovo modulo, turnover, condizione fisica, chiarimenti), c’è anche l’impiego a centrocampo del tandem uruguaiano Amòdio-Bogliacino. Dopo averli provati e riprovati in vari ruoli, Reja ha dato loro una ben definita mansione. Loro che già in precedenza si erano adattati, dimostrando spirito di sacrificio e professionalità (mai una protesta, mai una parola al di sopra delle righe), stanno giocando all’altezza di quanto sperava Pierpaolo Marino quando puntò su questi due ragazzi silenziosi quanto operosi, miti fuori quanto grintosi in campo. Sembrano due fratelli tanto sono uniti, tanto sono affiatati. Prima abitavano anche insieme, poi, il matrimonio di Bogliacino li ha divisi, ma spesso continuano a misurarsi con la play station, discutono di calcio. Sono, infatti, grandi conoscitori del calcio internazionale. E non solo del periodo attuale, ma anche di quello legato a vecchi campioni come il loro mito, Francescoli. «Stanno facendo quello che tutti noi ci aspettavamo quando li ingaggiammo - osserva Marino -. Li vidi nei due confronti con la Sambenedettese in campionato, li feci seguire da un nostro osservatore, poi li rividi nelle due gare dei play off. Mi convinsi che erano giocatori da Napoli. Mi piacque anche il loro carattere. Su di loro ho ricevuto soltanto relazioni positive. Oggi, il loro valore si è più che raddoppiato». Il costo di ciascun cartellino supera i due milioni di euro. C’è chi fa notare che i due non potranno reggere il peso del centrocampo per l’intera stagione. Perché possono registrarsi contrattempi, perché fisicamente non è semplice dare sempre il massimo in un torneo tanto lungo. Innanzitutto, va ricordato che i due quanto a resistenza sono i più forti del gruppo, inoltre va osservato che Reja ha a disposizione Montervino, Dalla Bona, Gatti, ovvero ha tante altre alternative egualmente valide. Un po’ come capita in attacco dove ci sono Calaiò, Sosa, Bucchi, Pià, De Zerbi e Capparella. Il campionato è lungo, ben presto i campi diventeranno pesanti. Ci sarà bisogno di tutti, a maggior ragione se il Napoli, come è auspicabile, approderà ai quarti di Coppa Italia contro la Roma. Per il retour-match di Coppa al Tardini il Parma ha inviato al Napoli 4.000 biglietti.

Fonte: Il Mattino

 

         

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