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Se
il Napoli è primo in classifica non è solo una questione di fortuna.
Una serie di componenti hanno fatto sì che la squadra di Reja avesse
un’inversione di tendenza. Dopo il pari contro la Juve, gli azzurri
hanno ottenuto 4 vittorie in 4 incontri, 3 di campionato (Bari,
Bologna e Pescara) e 1 di coppa Italia (Parma). Il merito va
suddiviso tra la società, Reja e la squadra. Opportuno quanto
efficacissimo l’intervento di De Laurentiis e Marino durante il
ritiro a Castelvolturno dopo la sconfitta a Bergamo contro l’Albinoleffe.
Reja perché ha saputo prendere anche decisioni impopolari e delicate
(esclusione di calciatori eccellenti come Bucchi, De Zerbi,
Montervino e Dalla Bona) e perché ha cambiato volto alla squadra,
mutando il modulo e rinunciando all’idea iniziale del 4-3-1-2. La
squadra perché, anche non esprimendo un gioco bello e spettacolare,
è riuscita a centrare risultati importanti e ad avere un migliore
equilibrio. Tutto questo è stato il frutto del lavoro in campo, ma
anche di preziosi quanto duri faccia a faccia nello spogliatoio e
nelle sale dell’Holiday Inn. Tra i segreti della svolta (nuovo
modulo, turnover, condizione fisica, chiarimenti), c’è anche
l’impiego a centrocampo del tandem uruguaiano Amòdio-Bogliacino.
Dopo averli provati e riprovati in vari ruoli, Reja ha dato loro una
ben definita mansione. Loro che già in precedenza si erano adattati,
dimostrando spirito di sacrificio e professionalità (mai una
protesta, mai una parola al di sopra delle righe), stanno giocando
all’altezza di quanto sperava Pierpaolo Marino quando puntò su
questi due ragazzi silenziosi quanto operosi, miti fuori quanto
grintosi in campo. Sembrano due fratelli tanto sono uniti, tanto
sono affiatati. Prima abitavano anche insieme, poi, il matrimonio di
Bogliacino li ha divisi, ma spesso continuano a misurarsi con la
play station, discutono di calcio. Sono, infatti, grandi conoscitori
del calcio internazionale. E non solo del periodo attuale, ma anche
di quello legato a vecchi campioni come il loro mito, Francescoli.
«Stanno facendo quello che tutti noi ci aspettavamo quando li
ingaggiammo - osserva Marino -. Li vidi nei due confronti con la
Sambenedettese in campionato, li feci seguire da un nostro
osservatore, poi li rividi nelle due gare dei play off. Mi convinsi
che erano giocatori da Napoli. Mi piacque anche il loro carattere.
Su di loro ho ricevuto soltanto relazioni positive. Oggi, il loro
valore si è più che raddoppiato». Il costo di ciascun cartellino
supera i due milioni di euro. C’è chi fa notare che i due non
potranno reggere il peso del centrocampo per l’intera stagione.
Perché possono registrarsi contrattempi, perché fisicamente non è
semplice dare sempre il massimo in un torneo tanto lungo.
Innanzitutto, va ricordato che i due quanto a resistenza sono i più
forti del gruppo, inoltre va osservato che Reja ha a disposizione
Montervino, Dalla Bona, Gatti, ovvero ha tante altre alternative
egualmente valide. Un po’ come capita in attacco dove ci sono
Calaiò, Sosa, Bucchi, Pià, De Zerbi e Capparella. Il campionato è
lungo, ben presto i campi diventeranno pesanti. Ci sarà bisogno di
tutti, a maggior ragione se il Napoli, come è auspicabile, approderà
ai quarti di Coppa Italia contro la Roma. Per il retour-match di
Coppa al Tardini il Parma ha inviato al Napoli 4.000 biglietti. |