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Pierpaolo Marino, d.g. del Napoli, è intervenuto
a "Campania Radio Sport...fuori gara" su Radio Punto Zero: "L'Italia
ai Mondiali? Individualmente abbiamo convinto, anche se come squadra
non lo abbiamo fatto più di tanto. Il gioco dell'Italia non è stato
ottimo, ma possiamo avvalerci di una difesa di cemento armato. Mi
auguro che l'Italia possa migliorare anche con il gioco. Un
giocatore del Napoli tra 4 anni al Mondiale? E' presto per parlarne.
Avevamo promesso innesti di grande qualità e l'abbiamo fatto;
dobbiamo dire grazie a De Laurentiis che ci permette di investire
delle somme importanti. Cosa dico a chi parlava di un Napoli
squattrinato? Solo chi, faziosamente, voleva sostenere tesi assurde
poteva dire queste cose. De Laurentiis ha dimostrato di aver voltato
pagina, rispetto alle precedenti gestioni. Calciopoli? Non ho la
sfera di cristallo; lo spostamento del processo non deve lasciare
pensare male poichè ci sono tanti documenti da leggere ed
analizzare. Non sono in grado di sapere cosa accadrà. Gli arbitri
italiani? Da ex arbitro, dissi a Rosetti che avrebbe avuto un futuro
luminoso; la scuola arbitrale italiana è di grandissimo livello.
Paolo Fino? Lo ricordiamo con affetto; era un grande uomo ed un
esperto per il settore giovanile. Sarà bello fare qualcosa per la
sua memoria, così come sarà bello ricordare altri uomini. Da lunedì
cominceremo gradualmente a trasferire gli uffici a Castelvolturno.
Pessotto? Fa parte di quei misteri di vita inspiegabili, mi auguro
che se la possa cavare. Anche il caso Di Bartolomei fu inspiegabile.
Il Trofeo Moretti? Il pubblico napoletano riserverà una grande
accoglienza alla squadra. Il mercato? Ormai è finito, non c'è niente
da dire. Bogliacino, Amodio e gli ingaggi? Oggi c'è la moda di far
circolare false voci di mercato sugli ingaggi. Esiste una
meritocrazia. Nel Milan Van Basten e Gullit non guadagnavano come i
difensori; c'è una gerarchia di retribuzioni. Celestini non si
preoccupava di quanto guadagnava Maradona, ma si curava soltanto di
dare il massimo in campo. Pubblicando notizie false si cercano di
minare le certezze del Napoli. Le cifre pubblicate sui giornali sono
false così come sono false le dichiarazioni di D'Ippolito che non ha
partecipato alla stesura dei contratti di Bogliacino e Amodio; in
questo modo si induce all'errore l'opinione pubblica". |