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Bucchi e Calaiò: 48 gol in due nell’ultima
stagione. Fa sognare il superattacco azzurro. Ma nel calcio, si sa,
i successi si costruiscono in difesa. Dietro ogni scudetto, dietro
ogni promozione può esserci pure un grande attacco e spesso così è,
ma dev’esserci per forza una difesa-cassaforte. Cassaforte perché
capace di resistere agli assalti, cassaforte perchè deve saper
custodire i gol fatti dalla squadra. Semplice il concetto e lo
spiega Iezzo. «Segnare quattro gol e prenderne cinque non serve
proprio a niente. Meglio farne uno e saperlo poi difendere sino
all’ultimo secondo». Non fa una grinza il ragionamento del
portierone azzurro che in attesa di rimettersi a parare va alla
scoperta di cale e calette della costa sorrentina. Questione di
difesa, dunque. Di forza, di bravura, d’esperienza. E allora, com’è
messa la terza fila azzurra? Iezzo in porta e poi, da destra a
sinistra, Grava, Cannavaro, Domizzi e Savini: così sembra averla in
mente Reja. Ebbene, non sta messa affatto male. «Non perché sia di
parte, ma - spiega Domizzi - questa difesa mi sembra tra le meglio
attrezzate della B. Ognuno di noi, e penso a tutti i difensori
azzurri, ha alle spalle stagioni e presenze anche in serie A. Sì -
racconta convinto il nuovo arrivato - questa difesa può fare grandi
cose». E così come Iezzo, anche Domizzi pensa che per arrivare
lontano non basti solo avere attaccanti che fanno tanti gol.
«Intendiamoci - dice -, se non c’è chi fa gol di vincere qualcosa
non se ne parla proprio. Ma una buona difesa vale quanto un buon
attacco». Però non sempre si parla. «Purtroppo no. Ma visto che ora
si può farlo, diciamolo pure: il Napoli ha una bella, bellissima
difesa», dice ridacchiandoci un po’ su. Soddisfatto si racconta pure
Iezzo. E sì che a lui interessa aver davanti quattro giovanotti che
sanno il fatto loro. «In verità - dice il portiere - da quando sono
al Napoli non mi posso proprio lamentare. Nell’ultima stagione la
nostra è stata la migliore difesa della C. Al San Paolo, poi,
abbiamo regalato poco o niente». Già, ma in B sarà diverso. Gli
attaccanti hanno qualcosa in più. «Ma noi ci siamo attrezzati
egregiamente. Non c’e stata rivoluzione e questo è stato assai
importante. In una squadra già solida, rodata, sono stati inseriti
elementi che portano esperienza e qualità». Insomma... «Insomma a me
questa squadra piace. Vediamo dove può arrivare».
Francesco Marolda |