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Di
domenica la laguna di Grado è come un centrocampo in cui c’è poco
spazio. E allora, giù la vela, Eddy Reja si rifugia a casa. «Ma da
domani - cioé oggi - mollerò le cime e mi riaffiderò ora alla bora
lieve, ora allo scirocco». Mare e casa. Ma in barca c’è spazio anche
per il calcio? «Al calcio pensi sempre. T’informi, parli, non
rinunci ai contatti. Un po’ ti stacchi, ma il Mondiale subito ti
riporta a terra. Azi, in campo». Quante volte al giorno si sente con
Marino? «Solo un paio di volte a settimana. Le strategie di mercato
le abbiamo definite già da tempo. I giocatori che sono arrivati sono
quelli che avevamo individuato assieme». Domizzi, Bucchi e Cannavaro
il giovane i nuovi ingaggi. Napoli che però va completato. «Ne manca
ancora uno. Dopodiché potremo anche fermarci». Uno? Sarebbe meglio
due tutti e due centrocampisti, ma se dev’essere uno qual è il suo
desiderio: un trequartista oppure un esterno. Di sinistra. «I nomi
sono quelli in circolazione già da tempo: Brienza e Mauri. Non
faccio differenze. Con l’uno o l’altro completerei comunque il
centrocampo». Però cambierebbe la filosofia. Insomma, il disegno
tattico dipenderà dall’arrivo dell’uno oppure dell’altro giocatore.
«Su questo non v’è dubbio. L’arrivo di Brienza mi permetterebbe di
giocare con un centrocampo a rombo. Cioé, con un regista basso e un
trequartista. Mauri che è un esterno spingerebbe invece il Napoli
verso il 4-4-2». E in quanto a filosofia di gioco? «No, la filosofia
non cambierebbe. Che arrivi l’uno o l’altro il Napoli sarà squadra
d’attacco. Nella mia carriera ho sempre privilegiato questa
soluzione e qui, oltretutto, potrò contare su un gruppo d’attaccanti
di spessore e d’esperienza». Genoa, Brescia, Bologna, Lecce,
Piacenza e anche Mantova, Modena, Cesena: la B s’annuncia tosta. E
la giustizia sportiva potrebbe farla diventare ancor più tosta.
Questo complica le cose? «Che dire: sembra fatto apposta. Arriviamo
in B e succede quello che succede». E allora? «E allora la società
ha un suo progetto e porta avanti quello. Marino ha un budget per il
mercato e non andrà oltre quelle cifre. Giusto così. Se il club è
tornato credibile lo deve proprio al rigore e alla serietà del suo
programma. Questo la gente l’ha apprezzato». Sta dicendo che il
Napoli non farà follie e che se la promozione in A non dovesse
venire al primo tentativo non se ne dovrebbe fare un dramma? «Il
senso è questo. Il futuro del Napoli sta nel rispetto del programma
e non nella corsa ad ottenere tutto e in fretta. Lo so, questo
discorso è impopolare, però è serio. Onesto». Però questo non vuol
dire che il Napoli rinuncerà a provarci. «Ci mancherebbe. Il
presidente De Laurentiis vuole un Napoli subito competitivo e per
questo Marino sta lavorando. E direi sta lavorando pure bene. Ci
proveremo e come ad essere promossi già quest’anno. Ma non vendo
illusioni, la mia è una promessa di impegno e di lavoro. Se poi il
campo ci darà ragione, beh, allora saremo tutti assai felici». |