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Reja: «Napoli d’attacco saremo subito competitivi» Lunedì

26 Giugno 2006

Di domenica la laguna di Grado è come un centrocampo in cui c’è poco spazio. E allora, giù la vela, Eddy Reja si rifugia a casa. «Ma da domani - cioé oggi - mollerò le cime e mi riaffiderò ora alla bora lieve, ora allo scirocco». Mare e casa. Ma in barca c’è spazio anche per il calcio? «Al calcio pensi sempre. T’informi, parli, non rinunci ai contatti. Un po’ ti stacchi, ma il Mondiale subito ti riporta a terra. Azi, in campo». Quante volte al giorno si sente con Marino? «Solo un paio di volte a settimana. Le strategie di mercato le abbiamo definite già da tempo. I giocatori che sono arrivati sono quelli che avevamo individuato assieme». Domizzi, Bucchi e Cannavaro il giovane i nuovi ingaggi. Napoli che però va completato. «Ne manca ancora uno. Dopodiché potremo anche fermarci». Uno? Sarebbe meglio due tutti e due centrocampisti, ma se dev’essere uno qual è il suo desiderio: un trequartista oppure un esterno. Di sinistra. «I nomi sono quelli in circolazione già da tempo: Brienza e Mauri. Non faccio differenze. Con l’uno o l’altro completerei comunque il centrocampo». Però cambierebbe la filosofia. Insomma, il disegno tattico dipenderà dall’arrivo dell’uno oppure dell’altro giocatore. «Su questo non v’è dubbio. L’arrivo di Brienza mi permetterebbe di giocare con un centrocampo a rombo. Cioé, con un regista basso e un trequartista. Mauri che è un esterno spingerebbe invece il Napoli verso il 4-4-2». E in quanto a filosofia di gioco? «No, la filosofia non cambierebbe. Che arrivi l’uno o l’altro il Napoli sarà squadra d’attacco. Nella mia carriera ho sempre privilegiato questa soluzione e qui, oltretutto, potrò contare su un gruppo d’attaccanti di spessore e d’esperienza». Genoa, Brescia, Bologna, Lecce, Piacenza e anche Mantova, Modena, Cesena: la B s’annuncia tosta. E la giustizia sportiva potrebbe farla diventare ancor più tosta. Questo complica le cose? «Che dire: sembra fatto apposta. Arriviamo in B e succede quello che succede». E allora? «E allora la società ha un suo progetto e porta avanti quello. Marino ha un budget per il mercato e non andrà oltre quelle cifre. Giusto così. Se il club è tornato credibile lo deve proprio al rigore e alla serietà del suo programma. Questo la gente l’ha apprezzato». Sta dicendo che il Napoli non farà follie e che se la promozione in A non dovesse venire al primo tentativo non se ne dovrebbe fare un dramma? «Il senso è questo. Il futuro del Napoli sta nel rispetto del programma e non nella corsa ad ottenere tutto e in fretta. Lo so, questo discorso è impopolare, però è serio. Onesto». Però questo non vuol dire che il Napoli rinuncerà a provarci. «Ci mancherebbe. Il presidente De Laurentiis vuole un Napoli subito competitivo e per questo Marino sta lavorando. E direi sta lavorando pure bene. Ci proveremo e come ad essere promossi già quest’anno. Ma non vendo illusioni, la mia è una promessa di impegno e di lavoro. Se poi il campo ci darà ragione, beh, allora saremo tutti assai felici».

Fonte: Il Mattino

 

 

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